MODALITA' DI CONSULTAZIONE

 

La presente opera può essere consultata in due modalità: 1) sistematica, 2)consultazione rapida.

Il dizionario è strutturato in una serie di schede dedicate ai singoli termini. I link di accesso a ciascuna di esse sono riportati, in in ordine alfabetico, in repertori intestati ad ogni lettera dell'alfabeto. La navigazione all'interno dell'opera è agevolata dai collegamenti presenti in tutte le schede, per cui è possibile accedere, in ogni momento, a ciascun repertorio senza essere costretti a tornare alla pagina iniziale. Questa modalità, però, è unidirezionale, in quanto  fondata esclusivamente sui lemmi  dialettali.

Vai al vocabolario

L'opera è dotata di un'applicazione  in grado di entrare all'interno del testo. E' possibile, pertanto, una consultazione di tipo interattivo. Si può, infatti,  effettuare una ricerca impostando, indifferentemente, un lemma dialettale o un termine della lingua italiana. Con la prima opzione si ottiene l'elenco relativo a tutte le occorrenze del termine vernacolare, la seconda permette di individuare, fra le altre,  le schede relative ai termini corrispondenti alla parola impostata e, quindi, di conoscere la "traduzione" in salentino del termine di proprio interesse. E' di tutta evidenza come questa seconda modalità permetta un'agevole consultazione da parte di persone che non ne abbiano conoscenza  o perché non salentini o perché salentini che abbiano dimenticato qualche vocabolo o modo di dire. Implicando, questo canale di consultazione, un impegno diretto di digitazione, si rende necessaria qualche indicazione operativa.

 

TERMINI DELLA lingua italiana

  1. i termini della lingua italiana vanno impostati senza l'indicazione dell'accento, con esclusione di quelli tronchi (es. città, virtù, pietà ecc.)

 

TERMINI DIALETTALI

 

ACCENTAZIONE

  1. per i monosillabi non va segnato l'accento, salvo che non sia necessario distinguerli da altri lemmi di forma identica ma di significato diverso: per esempio "è" verbo da "e" congiunzione, "né" negazione da "ne" particella. Va invece sempre indicato l'accento nei monosillabi con dittongo ascendente, cioè con l'accento sulla seconda lettera: per esempio "cchiù" ( più)

  2. per le parole piane non va indicato  l'accento

  3. per le parole sdrucciole, bisdrucciole e trisdrucciole l'accento va sempre segnato

  4. per i dittonghi presenti in penultima posizione non va indicato nessun segno (va invece indicato quando le due vocali contigue sono in iato, cioè separate e distinte).

SIMBOLI FONETICI

  1. le occlusive retroverse sonore potranno essere impostate in una delle seguenti modalità: "dh" se semplici (es. "ndhuzzicare"), "ddh" se doppie  (es. "bbeddhu") oppure con il segno diacritico: "ḍ" se semplici (es. "nḍuzzicare"), "ḍḍ" se doppie (es. "bbeḍḍu")

  2. le occlusive retoverse sorde potranno essere impostate in una delle seguenti modalità: "tr" se semplici (es. "quatru"), "ttr" se doppie (es. "quattru") oppure con il segno diacritico "ṭr" se semplici (es. "quaṭru"), "ṭṭr" se doppie (es. "quaṭṭru")

  3. la "z" sonora potrà essere impostata o senza alcun segno particolare (es. "zzare") o con il segno diacritico "ź" (es. "źźare)

  4. la fricativa postalveolare sorda di grado doppia potrà essere impostata o senza alcun segno particolare (es. "musciu") o con il segno diacritico (es. "mušciu")

 

DIGITARE NELLA FINESTRELLA QUI SOTTO RIPORTATA IL TESTO DA RICERCARE E CLICCARE SU "SEARCH"

 

 

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Cliccando su "index" si accede ad un ulteriore canale di consultazione: un repertorio alfabetico di tutte le voci (dialettali, latine, greche, straniere) presenti nell'opera, con i relativi link alle pagine in cui compaiono.

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